UniBo/Triennale/Informatica per il Management/Microeconomia Prof Bacchiega/Utilità: differenze tra le versioni

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Versione attuale delle 23:02, 6 ott 2025



Appunti di lezione universitaria
Utilità
Università = UniBo
Livello = Triennale
Ultimo aggiornamento
06/10/2025 23:02
Fonti
  • slide del docente
  • appunti presi in classe
Allegati
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Capitolo 4 – Utilità

Il concetto di utilità rappresenta il modo in cui gli economisti descrivono le preferenze dei consumatori. Storicamente, nell’Ottocento, l’utilità era intesa come una misura numerica del benessere individuale: il piacere o la soddisfazione derivante dal consumo di un bene. Oggi l’interpretazione è più sobria: l’utilità non è un’entità psicologica misurabile in senso assoluto, ma un indice che ordina i panieri di consumo secondo la desiderabilità per il consumatore.

Funzione di utilità

Formalmente, una funzione di utilità è una regola che assegna un numero a ciascun paniere, in modo che ai panieri preferiti corrispondano valori più alti: XYu(X)u(Y)

L’utilità è quindi un concetto ordinale, non cardinale: interessa solo l’ordine dei panieri, non l’intensità della preferenza. Ad esempio, se un paniere ha utilità 10 e un altro 5, non significa che il primo dia “il doppio di soddisfazione”, ma semplicemente che è preferito al secondo.

Qualsiasi trasformazione monotona crescente della funzione di utilità rappresenta le stesse preferenze, perché conserva l’ordinamento dei panieri.

Costruzione della funzione di utilità

Una funzione di utilità può essere costruita prendendo come riferimento le curve di indifferenza: ad ogni curva corrisponde un certo livello di utilità. Panieri più lontani dall’origine, se le preferenze sono monotone, avranno livelli di utilità maggiori.

Esempi di funzioni di utilità:

  • Beni perfetti sostituti:

u(x1,x2)=ax1+bx2 Le curve di indifferenza sono rette con inclinazione costante a/b.

  • Beni perfetti complementi:

u(x1,x2)=min{ax1,bx2} Le curve hanno forma ad “L”.

  • Preferenze quasi lineari:

u(x1,x2)=v(x1)+x2 Le curve di indifferenza sono parallele tra loro.

  • Preferenze Cobb-Douglas:

u(x1,x2)=x1cx2d Sono una delle forme più comuni, rappresentano preferenze regolari e producono curve convesso-monotone.

Utilità marginale

Per analizzare in dettaglio le scelte, introduciamo il concetto di utilità marginale: l’aumento di utilità che un individuo ottiene consumando una quantità infinitesima aggiuntiva di un bene, mantenendo costante il consumo degli altri.

Formalmente: MU1=u(x1,x2)x1,MU2=u(x1,x2)x2

Queste misure permettono di collegare la funzione di utilità al concetto di saggio marginale di sostituzione (MRS), dato dal rapporto tra le utilità marginali: MRS=dx2dx1=MU1MU2

L’MRS indica quanta quantità del bene 2 il consumatore è disposto a cedere per ottenere un’unità in più del bene 1, mantenendo costante il livello di utilità.

Interpretazione economica

L’uso delle funzioni di utilità ha due vantaggi fondamentali:

  1. Formalizzazione: permette di descrivere le preferenze con funzioni matematiche, rendendo più agevole lo studio dei comportamenti.
  2. Generalità: qualsiasi ordinamento coerente di preferenze può essere rappresentato da una funzione di utilità, anche se non osservabile direttamente.

Le funzioni di utilità non sono uniche: molte diverse possono descrivere le stesse preferenze, purché mantengano lo stesso ordinamento. Per esempio, se una funzione Cobb-Douglas è u(x1,x2)=x10,5x20,5, allora anche la sua trasformazione logaritmica v(x1,x2)=ln(x10,5x20,5) rappresenta le stesse preferenze e produce lo stesso MRS.