UniBo/Triennale/Informatica per il Management/Microeconomia Prof Bacchiega/I mercati: differenze tra le versioni
mNessun oggetto della modifica |
mNessun oggetto della modifica |
||
| Riga 12: | Riga 12: | ||
| cat = Appunti_Informatica_per_il_Management_Triennale_UniBo | | cat = Appunti_Informatica_per_il_Management_Triennale_UniBo | ||
| sortkey = 0001 }} | | sortkey = 0001 }} | ||
= Capitolo 1 – I Mercati = | = <big>Capitolo 1 – I Mercati</big> = | ||
L’analisi economica si basa sull’uso dei modelli. Un modello è una rappresentazione semplificata della realtà: serve a isolare i meccanismi essenziali, eliminando i dettagli irrilevanti. In un modello economico distinguiamo variabili '''esogene''', cioè quelle fissate dall’esterno, e variabili '''endogene''', cioè quelle che il modello deve spiegare. Due principi fondamentali guidano questa analisi: il '''principio di ottimizzazione''' (gli agenti economici scelgono la migliore opzione tra quelle disponibili) e il '''principio di equilibrio''' (i mercati tendono a un punto in cui le decisioni di domanda e offerta si bilanciano). | <big>L’analisi economica si basa sull’uso dei modelli. Un modello è una rappresentazione semplificata della realtà: serve a isolare i meccanismi essenziali, eliminando i dettagli irrilevanti. In un modello economico distinguiamo variabili '''esogene''', cioè quelle fissate dall’esterno, e variabili '''endogene''', cioè quelle che il modello deve spiegare. Due principi fondamentali guidano questa analisi: il '''principio di ottimizzazione''' (gli agenti economici scelgono la migliore opzione tra quelle disponibili) e il '''principio di equilibrio''' (i mercati tendono a un punto in cui le decisioni di domanda e offerta si bilanciano).</big> | ||
[[File:Microeconomia-funzionedidomanda.jpg|miniatura|La funzione di domanda|alt=Grafico della funzione di domanda Dettagliato|centro]] | [[File:Microeconomia-funzionedidomanda.jpg|miniatura|<big>La funzione di domanda</big>|alt=Grafico della funzione di domanda Dettagliato|centro]] | ||
Un esempio utile per capire questi concetti è quello del mercato degli affitti per studenti. Immaginiamo molti studenti che cercano appartamenti in affitto. Ogni studente ha un '''prezzo di riserva''', cioè la disponibilità massima a pagare. Ordinando i prezzi di riserva in senso decrescente, possiamo tracciare la '''curva di domanda''': per ogni livello di prezzo indichiamo quanti studenti sono disposti ad affittare. Naturalmente, più il prezzo è alto, meno studenti saranno disponibili. | <big>Un esempio utile per capire questi concetti è quello del mercato degli affitti per studenti. Immaginiamo molti studenti che cercano appartamenti in affitto. Ogni studente ha un '''prezzo di riserva''', cioè la disponibilità massima a pagare. Ordinando i prezzi di riserva in senso decrescente, possiamo tracciare la '''curva di domanda''': per ogni livello di prezzo indichiamo quanti studenti sono disposti ad affittare. Naturalmente, più il prezzo è alto, meno studenti saranno disponibili.</big> | ||
[[File:Microeconomia - La curva di domanda.jpg|alt=la curva di domanda|miniatura|La funzione di domanda quando prendendo un'ampio insieme di dai trasforma i gradini in una curva (parabola)|centro]] | [[File:Microeconomia - La curva di domanda.jpg|alt=la curva di domanda|miniatura|La funzione di domanda quando prendendo un'ampio insieme di dai trasforma i gradini in una curva (parabola)|centro]] | ||
Dal lato opposto troviamo la '''curva di offerta'''. Se ipotizziamo un mercato concorrenziale e analizziamo il breve periodo, il prezzo per appartamento è identico e, dato un certo prezzo, gli appartamenti disponibili sono un numero fisso. La curva di offerta quindi ci dice quanti appartamenti vengono messi sul mercato a seconda del livello del canone. | <big>Dal lato opposto troviamo la '''curva di offerta'''. Se ipotizziamo un mercato concorrenziale e analizziamo il breve periodo, il prezzo per appartamento è identico e, dato un certo prezzo, gli appartamenti disponibili sono un numero fisso. La curva di offerta quindi ci dice quanti appartamenti vengono messi sul mercato a seconda del livello del canone.</big> | ||
[[File:Microeconomia - equilibrio di mercato.jpg|miniatura|sinistra]] | [[File:Microeconomia - equilibrio di mercato.jpg|miniatura|sinistra]] | ||
L’intersezione tra domanda e offerta determina l’'''equilibrio di mercato'''. In quel punto troviamo il prezzo di equilibrio (p*), cioè il canone per cui le decisioni dei locatori (chi offre) e dei locatari (chi domanda) sono compatibili. Se il prezzo è superiore a p*, ci sarà '''eccesso di offerta''' (troppi appartamenti vuoti); se è inferiore, si verifica '''eccesso di domanda''' (troppi studenti senza alloggio). | <big>L’intersezione tra domanda e offerta determina l’'''equilibrio di mercato'''. In quel punto troviamo il prezzo di equilibrio (p*), cioè il canone per cui le decisioni dei locatori (chi offre) e dei locatari (chi domanda) sono compatibili. Se il prezzo è superiore a p*, ci sarà '''eccesso di offerta''' (troppi appartamenti vuoti); se è inferiore, si verifica '''eccesso di domanda''' (troppi studenti senza alloggio).</big> | ||
[[File:Microeconomia - esercizio di statistica comparata.jpg|alt=Grafico di esercizio di statica comparata|miniatura|Quando la curva di domanda per motivi endogeni si sposta si hanno nuovi punti di offerta.|sinistra]] | [[File:Microeconomia - esercizio di statistica comparata.jpg|alt=Grafico di esercizio di statica comparata|miniatura|<big>Quando la curva di domanda per motivi endogeni si sposta si hanno nuovi punti di offerta.</big>|sinistra]] | ||
La '''statica comparata''' permette di analizzare come varia il prezzo di equilibrio al mutare delle condizioni di mercato, per esempio quando l’offerta cambia. Questo stesso modello si può applicare anche a situazioni diverse, come il comportamento di un monopolista discriminante, di un monopolista puro o ai mercati con controlli sui prezzi (per esempio il controllo degli affitti). | <big>La '''statica comparata''' permette di analizzare come varia il prezzo di equilibrio al mutare delle condizioni di mercato, per esempio quando l’offerta cambia. Questo stesso modello si può applicare anche a situazioni diverse, come il comportamento di un monopolista discriminante, di un monopolista puro o ai mercati con controlli sui prezzi (per esempio il controllo degli affitti).</big> | ||
Per valutare quale meccanismo di mercato sia “migliore” si introduce il concetto di '''efficienza paretiana'''. Un’allocazione è detta '''Pareto-efficiente''' se non è possibile aumentare la soddisfazione di qualcuno senza ridurre quella di qualcun altro. In altre parole, quando si può migliorare la condizione di almeno un individuo senza peggiorare quella degli altri, si parla di '''miglioramento paretiano''', e la situazione iniziale era quindi '''Pareto-inefficiente'''. | <big>Per valutare quale meccanismo di mercato sia “migliore” si introduce il concetto di '''efficienza paretiana'''. Un’allocazione è detta '''Pareto-efficiente''' se non è possibile aumentare la soddisfazione di qualcuno senza ridurre quella di qualcun altro. In altre parole, quando si può migliorare la condizione di almeno un individuo senza peggiorare quella degli altri, si parla di '''miglioramento paretiano''', e la situazione iniziale era quindi '''Pareto-inefficiente'''.</big> | ||
Applicando questo criterio al mercato degli appartamenti: | <big>Applicando questo criterio al mercato degli appartamenti:</big> | ||
* Un meccanismo concorrenziale porta a un esito Pareto-efficiente. | * <big>Un meccanismo concorrenziale porta a un esito Pareto-efficiente.</big> | ||
* Anche un monopolista discriminante (capace di far pagare a ciascuno esattamente la sua disponibilità a pagare) risulta Pareto-efficiente. | * <big>Anche un monopolista discriminante (capace di far pagare a ciascuno esattamente la sua disponibilità a pagare) risulta Pareto-efficiente.</big> | ||
* Al contrario, un monopolista non discriminante e un sistema con controllo degli affitti risultano Pareto-inefficienti. | * <big>Al contrario, un monopolista non discriminante e un sistema con controllo degli affitti risultano Pareto-inefficienti.</big> | ||
* | |||
Infine, è importante distinguere il breve dal lungo periodo. Nel lungo periodo, infatti, il numero di appartamenti disponibili non è fisso, ma può variare: l’equilibrio dipende quindi dall’interazione tra domanda e offerta nel tempo. | <big>Infine, è importante distinguere il breve dal lungo periodo. Nel lungo periodo, infatti, il numero di appartamenti disponibili non è fisso, ma può variare: l’equilibrio dipende quindi dall’interazione tra domanda e offerta nel tempo.</big> | ||
{{NavAppunti | {{NavAppunti | ||
Versione delle 12:27, 25 set 2025
| Appunti di lezione universitaria |
| I mercati |
|
Università = UniBo
Livello = Triennale
Laurea = Informatica_per_il_Management
Insegnamento = Microeconomia Prof Bacchiega
|
| Ultimo aggiornamento |
| 25/09/2025 12:27 |
| Fonti |
|
| Allegati |
| (nessun allegato) |
Capitolo 1 – I Mercati
L’analisi economica si basa sull’uso dei modelli. Un modello è una rappresentazione semplificata della realtà: serve a isolare i meccanismi essenziali, eliminando i dettagli irrilevanti. In un modello economico distinguiamo variabili esogene, cioè quelle fissate dall’esterno, e variabili endogene, cioè quelle che il modello deve spiegare. Due principi fondamentali guidano questa analisi: il principio di ottimizzazione (gli agenti economici scelgono la migliore opzione tra quelle disponibili) e il principio di equilibrio (i mercati tendono a un punto in cui le decisioni di domanda e offerta si bilanciano).

Un esempio utile per capire questi concetti è quello del mercato degli affitti per studenti. Immaginiamo molti studenti che cercano appartamenti in affitto. Ogni studente ha un prezzo di riserva, cioè la disponibilità massima a pagare. Ordinando i prezzi di riserva in senso decrescente, possiamo tracciare la curva di domanda: per ogni livello di prezzo indichiamo quanti studenti sono disposti ad affittare. Naturalmente, più il prezzo è alto, meno studenti saranno disponibili.

Dal lato opposto troviamo la curva di offerta. Se ipotizziamo un mercato concorrenziale e analizziamo il breve periodo, il prezzo per appartamento è identico e, dato un certo prezzo, gli appartamenti disponibili sono un numero fisso. La curva di offerta quindi ci dice quanti appartamenti vengono messi sul mercato a seconda del livello del canone.

L’intersezione tra domanda e offerta determina l’equilibrio di mercato. In quel punto troviamo il prezzo di equilibrio (p*), cioè il canone per cui le decisioni dei locatori (chi offre) e dei locatari (chi domanda) sono compatibili. Se il prezzo è superiore a p*, ci sarà eccesso di offerta (troppi appartamenti vuoti); se è inferiore, si verifica eccesso di domanda (troppi studenti senza alloggio).

La statica comparata permette di analizzare come varia il prezzo di equilibrio al mutare delle condizioni di mercato, per esempio quando l’offerta cambia. Questo stesso modello si può applicare anche a situazioni diverse, come il comportamento di un monopolista discriminante, di un monopolista puro o ai mercati con controlli sui prezzi (per esempio il controllo degli affitti).
Per valutare quale meccanismo di mercato sia “migliore” si introduce il concetto di efficienza paretiana. Un’allocazione è detta Pareto-efficiente se non è possibile aumentare la soddisfazione di qualcuno senza ridurre quella di qualcun altro. In altre parole, quando si può migliorare la condizione di almeno un individuo senza peggiorare quella degli altri, si parla di miglioramento paretiano, e la situazione iniziale era quindi Pareto-inefficiente.
Applicando questo criterio al mercato degli appartamenti:
- Un meccanismo concorrenziale porta a un esito Pareto-efficiente.
- Anche un monopolista discriminante (capace di far pagare a ciascuno esattamente la sua disponibilità a pagare) risulta Pareto-efficiente.
- Al contrario, un monopolista non discriminante e un sistema con controllo degli affitti risultano Pareto-inefficienti.
Infine, è importante distinguere il breve dal lungo periodo. Nel lungo periodo, infatti, il numero di appartamenti disponibili non è fisso, ma può variare: l’equilibrio dipende quindi dall’interazione tra domanda e offerta nel tempo.
