UniBo/Triennale/Informatica per il Management/Microeconomia Prof Bacchiega/Scelta: differenze tra le versioni
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Versione attuale delle 23:02, 6 ott 2025
| Appunti di lezione universitaria |
| La scelta |
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Università = UniBo
Livello = Triennale
Laurea = Informatica_per_il_Management
Insegnamento = Microeconomia Prof Bacchiega
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| Ultimo aggiornamento |
| 06/10/2025 23:02 |
| Fonti |
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| Allegati |
| (nessun allegato) |
Capitolo 5 – La scelta del consumatore
Finora abbiamo analizzato separatamente due aspetti:
- il vincolo di bilancio, che definisce le combinazioni di beni acquistabili in base ai prezzi e al reddito;
- le preferenze (e la loro rappresentazione tramite curve di indifferenza e funzioni di utilità), che esprimono l’ordine di desiderabilità dei panieri.
La teoria della scelta del consumatore nasce dall’integrazione di questi due elementi: l’individuo cerca il paniere ottimo, cioè quello che massimizza la propria utilità rimanendo all’interno delle possibilità di bilancio.
L’ottimo del consumatore
Il paniere ottimo è il punto in cui la curva di indifferenza più alta possibile risulta tangente alla retta di bilancio. In questo punto, il consumatore utilizza tutto il reddito e non può spostarsi verso un paniere preferito senza superare i suoi mezzi economici.
La condizione di tangenza implica che:
dove è il saggio marginale di sostituzione tra i due beni, mentre è il rapporto tra i prezzi. In altre parole, in equilibrio il tasso a cui il consumatore è disposto a scambiare un bene con l’altro coincide con il tasso a cui il mercato gli consente di farlo.
Le condizioni matematiche dell’ottimo sono quindi:
- il paniere scelto deve appartenere al vincolo di bilancio ();
- nel punto di ottimo, .
Approccio analitico
Il problema può essere risolto con due metodi:
- Sostituzione: si risolve il vincolo di bilancio per una variabile e la si sostituisce nella funzione di utilità, trasformandolo in un problema di massimizzazione in una sola variabile.
- Metodo dei moltiplicatori di Lagrange: si costruisce la Lagrangiana
e si ricavano le condizioni del primo ordine derivando rispetto a , e . Da queste condizioni emerge nuovamente che .
Esempio: utilità Cobb-Douglas
Consideriamo una funzione Cobb-Douglas:
In questo caso le quantità ottime scelte dal consumatore sono:
Il reddito viene quindi ripartito in proporzione ai parametri e , che riflettono il “peso” dei due beni nelle preferenze del consumatore.
Eccezioni e casi particolari
Non sempre l’ottimo si trova in un punto di tangenza:
- Preferenze ad angolo: se le curve di indifferenza hanno pendenze molto diverse rispetto alla retta di bilancio, l’ottimo può cadere su un vertice dell’insieme di bilancio, cioè il consumatore spende tutto in un solo bene.
- Ottimo di frontiera: quando un bene è neutrale o indesiderato, l’ottimo si trova lungo un asse.
- Preferenze non convesse: se le preferenze non rispettano la convessità, possono esistere più punti ottimi oppure nessuno in senso tradizionale.
Effetti delle imposte
Un tema centrale in microeconomia è l’effetto delle politiche fiscali sulla scelta del consumatore.
- Una tassa sulla quantità aumenta il prezzo effettivo di un bene, riducendo l’insieme di bilancio e spostando l’ottimo verso un paniere con meno consumo di quel bene.
- Una tassa sul reddito, invece, riduce parallelamente il vincolo di bilancio. A parità di gettito, questa tassa è in genere meno distorsiva rispetto a una tassa sulla quantità, perché non altera il rapporto di scambio implicito fra i beni.
Sintesi
La teoria della scelta del consumatore mostra che le decisioni di acquisto sono guidate dall’interazione tra vincoli esterni (reddito, prezzi, imposte) e preferenze interne (utilità). Il consumatore ottiene l’equilibrio quando il sacrificio soggettivo che è disposto a compiere nello scambio di un bene con un altro coincide con il sacrificio imposto dal mercato.
