Microeconomia - I Mercati
| Appunti di lezione universitaria |
| I mercati |
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Università = UniBo
Livello = Triennale
Laurea = Informatica_per_il_Management
Insegnamento = Microeconomia Prof Bacchiega
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| Ultimo aggiornamento |
| 05/10/2025 11:03 |
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| Allegati |
| (nessun allegato) |
Capitolo 1 – I Mercati
Cosa significa Microeconomia?
La microeconomia è la parte dell’economia politica che studia il comportamento dei singoli agenti economici — come il consumatore, l’impresa o anche un singolo ente pubblico — nell’allocazione di risorse scarse. Mentre l'economia aziendale studia la singola azienda, la microeconomia è la disciplina degli economisti che studiano l'economia a vari gradi di aggregazione.
All’interno dell’economia politica distinguiamo due rami principali:
- Microeconomia, che analizza i comportamenti individuali e le scelte dei singoli agenti.
- Macroeconomia, che invece si concentra sugli aggregati: non il singolo consumatore, ma l’insieme dei consumatori; non la singola impresa, ma l’intero sistema produttivo.
Tradizionalmente la distinzione tra microeconomia e macroeconomia era molto netta, ma negli ultimi anni i confini si sono fatti meno rigidi, perché i due approcci sono spesso interconnessi.
Le variabili esogene ed endogene
L’analisi economica si basa sull’uso dei modelli, un modello è una rappresentazione semplificata della realtà che serve ad isolare i meccanismi essenziali, eliminando i dettagli irrilevanti. In un modello economico distinguiamo variabili:
- esogene che vengono assunte come date e sono determinate all’esterno del modello (es. la qualità dell’aria, la presenza di servizi, fattori ambientali che influenzano il valore di una casa),
- endogene, cioè quelle che il modello deve spiegare, determinate “dall’interno” del modello stesso (es. il prezzo e la quantità di equilibrio sul mercato immobiliare).
I bias comportamentali
Il principio di ottimizzazione e il principio di equilibrio sono ipotesi comportamentali rispetto agli individui economici che guidano l'analisi microeconomica strutturata:
- il principio di ottimizzazione ogni agente economico cerca di massimizzare la propria utilità (consumatori) o il proprio profitto (imprese), date le risorse e i vincoli disponibili (gli agenti economici scelgono la migliore opzione tra quelle disponibili)
- il principio di equilibrio guarda a situazioni in cui individui/imprese/consumatori/venditori/etc non hanno alcun interesse a cambiare le loro scelte. Si limita ad analizzare quelle situazioni in cui le variabili sono tali per cui ogni individuo è soddisfatto di quello che sta scegliendo e ottiene quello che sta chiedendo(sia dal punto di vista dell’acquisto che della vendita). Il principio di equilibrio riguarda piu in generale i mercati che tendono a un punto in cui le decisioni di domanda e offerta si bilanciano.
La funzione di domanda


Un esempio utile per capire questi concetti è quello del mercato degli affitti per studenti. Immaginiamo molti studenti che cercano appartamenti in affitto. Ogni studente ha un prezzo di riserva, cioè la disponibilità massima a pagare.
Ordinando i prezzi di riserva in senso decrescente, possiamo tracciare la funzione di domanda: per ogni livello di prezzo indichiamo quanti studenti sono disposti ad affittare. Naturalmente, più il prezzo è alto, meno studenti saranno disponibili.
Dal lato opposto troviamo la curva di offerta. Se ipotizziamo un mercato concorrenziale e analizziamo il breve periodo, il prezzo per appartamento è identico e, dato un certo prezzo, gli appartamenti disponibili sono un numero fisso. La curva di offerta quindi ci dice quanti appartamenti vengono messi sul mercato a seconda del livello del canone.
L'equilibrio di mercato

L’intersezione tra domanda e offerta determina l’equilibrio di mercato. In quel punto troviamo il prezzo di equilibrio (p*), cioè il canone per cui le decisioni dei locatori (chi offre) e dei locatari (chi domanda) sono compatibili. Se il prezzo è superiore a p*, ci sarà eccesso di offerta (troppi appartamenti vuoti); se è inferiore, si verifica eccesso di domanda (troppi studenti senza alloggio).
La statistica comparata

La statica comparata permette di analizzare come varia il prezzo di equilibrio al mutare delle condizioni di mercato, per esempio quando l’offerta cambia. Questo stesso modello si può applicare anche a situazioni diverse, come il comportamento di un monopolista discriminante, di un monopolista puro o ai mercati con controlli sui prezzi (per esempio il controllo degli affitti).
Per valutare quale meccanismo di mercato sia “migliore” si introduce il concetto di efficienza paretiana. Un’allocazione è detta Pareto-efficiente se non è possibile aumentare la soddisfazione di qualcuno senza ridurre quella di qualcun altro. In altre parole, quando si può migliorare la condizione di almeno un individuo senza peggiorare quella degli altri, si parla di miglioramento paretiano, e la situazione iniziale era quindi Pareto-inefficiente.
Applicando questo criterio al mercato degli appartamenti:
- Un meccanismo concorrenziale porta a un esito Pareto-efficiente.
- Anche un monopolista discriminante (capace di far pagare a ciascuno esattamente la sua disponibilità a pagare) risulta Pareto-efficiente.
- Al contrario, un monopolista non discriminante e un sistema con controllo degli affitti risultano Pareto-inefficienti.
Infine, è importante distinguere il breve dal lungo periodo. Nel lungo periodo, infatti, il numero di appartamenti disponibili non è fisso, ma può variare: l’equilibrio dipende quindi dall’interazione tra domanda e offerta nel tempo.
