Utilità

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Appunti di lezione universitaria
Utilità
Università = UniBo
Livello = Triennale
Ultimo aggiornamento
01/10/2025 17:13
Fonti
  • slide del docente
  • appunti presi in classe
Allegati
(nessun allegato)



Capitolo 4 – Utilità

Storicamente, il concetto di utilità nasce nell’epoca vittoriana, quando veniva inteso come misura diretta del benessere individuale. Oggi invece in microeconomia si usa in un senso più tecnico: l’utilità è un modo per rappresentare le preferenze del consumatore.

Una funzione di utilità è una regola che associa a ogni paniere di consumo un numero, in modo che ai panieri preferiti siano associati valori più alti. Formalmente:

XYu(X)u(Y)

Questo significa che ciò che conta non è il valore assoluto dell’utilità, ma l’ordine che essa induce tra i panieri. Per questo si parla di utilità ordinale.

Le funzioni di utilità non sono uniche: qualunque trasformazione monotona crescente f(u(X)) rappresenta le stesse preferenze di u(X). Quello che conta è solo l’ordinamento, non il numero in sé.

Graficamente, una funzione di utilità è coerente con le curve di indifferenza: panieri che danno la stessa utilità appartengono alla stessa curva di livello.

Esempi di funzioni di utilità

  • Beni perfetti sostituti: u(x1,x2)=ax1+bx2. Le curve di indifferenza sono rette con inclinazione costante a/b.
  • Beni perfetti complementi: u(x1,x2)=min{ax1,bx2}. Le curve di indifferenza hanno la forma a “L”.
  • Preferenze quasi lineari: u(x1,x2)=v(x1)+x2. Le curve di indifferenza sono parallele tra loro.
  • Preferenze Cobb-Douglas: u(x1,x2)=x1cx2d. Le curve di indifferenza sono ben comportate (convessità e monotonicità).

Un esempio classico è u(x1,x2)=x1x2.

Utilità marginale e saggio marginale di sostituzione

L’utilità marginale di un bene è l’aumento di utilità derivante da un incremento infinitesimo del consumo di quel bene, mantenendo costante l’altro:

MU1=u(x1,x2)x1

e analogamente per MU2.

Il legame con le curve di indifferenza emerge dal saggio marginale di sostituzione (MRS):

MRS=dx2dx1=MU1MU2

Questo rapporto non cambia se applichiamo una trasformazione monotona crescente alla funzione di utilità.

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Capitolo 5 – Scelta

Una volta chiariti vincoli e preferenze, possiamo analizzare la scelta ottima del consumatore.

Se le preferenze sono ben comportate (monotone e convesse), il consumatore sceglie il paniere sul vincolo di bilancio che massimizza la propria utilità. Graficamente, l’ottimo si trova nel punto di tangenza tra la retta di bilancio e una curva di indifferenza:

p1x1+p2x2=meMRS(x1,x2)=p1p2

Queste due condizioni descrivono la soluzione ottimale valida per tutti i consumatori.

Risoluzione matematica

Due metodi principali:

  1. Sostituzione: si isola x2 dal vincolo di bilancio e lo si sostituisce dentro la funzione di utilità. Il problema diventa un massimo vincolato su una sola variabile.
  2. Moltiplicatori di Lagrange: si costruisce

L=u(x1,x2)λ(p1x1+p2x2m)

e si derivano le condizioni del primo ordine:

Lx1=0,Lx2=0,Lλ=0

che portano a MRS=p1p2 e al vincolo di bilancio.

Esempio: Cobb-Douglas

Per u(x1,x2)=x1cx2d, la soluzione è:

x1=cc+dmp1,x2=dc+dmp2

cioè il reddito viene speso in proporzione ai parametri della funzione di utilità.

Eccezioni

Non sempre l’ottimo è un punto di tangenza:

  • Preferenze ad angolo (beni perfetti complementi).
  • Ottimo di frontiera (tutto il reddito speso in un solo bene).
  • Preferenze non convesse (più soluzioni possibili).

Effetti delle tasse

Confrontando una tassa sul reddito con una tassa sulla quantità di un bene, a parità di gettito la tassa sul reddito è preferibile per il consumatore, perché lascia più possibilità di scelta (la retta di bilancio trasla invece di ruotare). Tuttavia, se ci sono più consumatori, l’analisi diventa più complessa.